Il controllo magnetoscopico o magnetoscopia (MT) è una tecnica non distruttiva che si basa sull’analisi delle variazioni nel campo magnetico che si verificano in presenza di discontinuità superficiali o sub-superficiali ed è utilizzata per esaminare materiali ferromagnetici, ossia tutti quei materiali che possiedono una significativa percentuale di ferro, nickel o cobalto. Consiste nella magnetizzazione del pezzo: in corrispondenza di incrinature, cricche, difetti superficiali e sub-superficiali si manifesta una deviazione delle linee di forza magnetiche verso l’esterno formando così un flusso disperso. Le particelle di metallo magnetizzato si raggruppano pertanto in corrispondenza della discontinuità che funzionerà da ulteriore dipolo magnetico. Affinché il campo magnetico si alteri in modo significativo è necessario che la discontinuità sia il più possibile perpendicolare alle linee di induzione così da offrire una brusca variazione di permeabilità.
La prova con particelle magnetiche può essere eseguita secondo due modalità. Si parla di esame a magnetizzazione diretta, quando l’applicazione del rivelatore avviene assieme alla magnetizzazione del pezzo (o immediatamente prima) e l’osservazione delle indicazioni è simultanea all’applicazione del rivelatore; esame a magnetizzazione residua invece, quando il rivelatore viene applicato dopo che è cessata l’operazione di magnetizzazione, sfruttando il magnetismo residuo del pezzo.
IL PROGRAMMA DEL CORSO
- Controlli non distruttivi e dell’esame con metodo magnetoscopico;
- Qualifica del personale;
- Principi fondamentali e campo d’applicazione del metodo;
- Attrezzature in uso e relative tarature;
- Proprietà dei materiali ferromagnetici;
- Campi magnetici;
- Tecniche di controllo e procedure operative;
- Interpretazione degli esiti degli esami;
- Normative di riferimento;
- Esercitazioni pratiche.
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